Psicologo e Counselor La sentenza del Tar del Lazio

A cura della Dott.ssa Floriana De Michele, Psicologa Psicoterapeuta psicologo Avezzano

Ricorso, anno 2014

Il counselor è una figura che è nata negli anni ’30 in America che riuscì ad affermarsi come una vera e propria professione di consulenza, il cui obiettivo è quello di migliorare la vita del cliente e di fornirgli supporto. Questa professione si diffuse in Italia negli anni ’70 ma venne riconosciuta a livello legislativo solo nel 2013, anno in cui fu inserita dal Ministero dello Sviluppo Economico nell’elenco delle associazioni professionali non regolamentate, ovvero l’insieme delle professioni di materia intellettuale per le quali non sono necessari iscrizioni all’albo e iter di studi regolamentato e pubblico. Nel corso degli anni sono nati vari corsi di natura privata per fornire gli strumenti e le conoscenze necessarie per praticare questa professione. Col passare del tempo però, questa professione è andata a sovrapporsi con quella dello psicologo, motivo per il quale nel 2014 questi ultimi hanno sollecitato il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi affinché venisse presi provvedimenti in merito. Venne fatto ricorso al Tar del Lazio nei confronti dell’Assecounseling, l’associazione che si occupa di tale professione, per l’annullamento della regolamentazione avvenuta nell’anno precedente, in quanto: l’attività svolta dai counselor risulta coincidente con quella dello psicologo, il counselor pur lavorando in ambito sanitario non possiede l’opportuna certificazione per farlo e, come è giusto sottolineare, le patologie psichiche richiedono una corretta terapia approvata da un professionista del settore.

Sentenza, anno 2015

Il Tar si trovò in perfetto accordo con quanto enunciato dal Consiglio degli Psicologi, riconoscendogli l’unicità della professione. Ha disposto quindi la cancellazione dell’Assecounseling dall’elenco delle attività non regolamentate ed è stato ribadito che il disagio psichico, di qualsiasi entità, deve essere trattato unicamente dallo psicologo, il quale possiede un’adeguata preparazione professionale. Quanto avvenuto è un “indizio” che suggerisce la verifica più approfondita della formazione dei counselors.

Approfondimento: definizioni di psicologo e counselor

La professione dello psicologo, come descritto dalla legge del 18 febbraio 1989, “comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociale e alle comunità”. Per poter praticare questa professione è inoltre necessario aver conseguito l’abilitazione in psicologia mediante l’esame di Stato ed essere iscritti nell’apposito albo professionale.

La figura del counselor non richiede invece alcun tipo di certificazione per essere praticata e si pone come obiettivo: ” il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.
Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.
E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale.”
https://www.assocounseling.it/default.asp

Tale Definizione dell’attività di counseling approvata dall’Assemblea dei soci (2 aprile 2011) di Assocounseling ed è in chiara concorrenza con la professione di psicologo come si deduce per ultimo dall’episodio documentato da una “video-inchiesta diffusa dal sito web de La Repubblica e dall’Ordine degli Psicologi del Lazio dove si denuncia «un “mercato” di pseudo professionisti [i counselor] che si propongono nella cura e promozione del benessere psicologico» mettendo a serio rischio la salute delle persone. A seguito di tale inchiesta,l?ordine degli Psicologi ha ribadito l’esigenza di dover tutelare la professione di psicologo con l’avvio di ulteriori azioni politiche e legali control’esercizio abusivo della professione. A tale presa di posizione è seguita quella di AssoCounseling, una delle principali associazioni di categoria italiane. A cui il CNOP chiede che si faccia chiarezza sulle attività del counselor, che non devono essere sovrapponibili a ciò che fa uno Psicologo o Psicoterapeuta

(da https://it.wikipedia.org/wiki/Counseling)

Per approfondire consiglio la lettura del post: : counselor psicologo.

Autore dell'articolo: admin

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